Una grande pensatrice, da cui i femminismi prendono spunto, è Simone De Beauvoir che, all’inizio del capitolo sulla formazione , nel suo libro il secondo sesso scrive la celebre frase: donne non si nasce, si diventa Sostanzialmente De Beauvoir cerca di comprendere quali fattori, oltre a quelli biologici, costituiscono l’essere donna; questione che tutt’oggi viene dibattuta, mantenendo vivo l’interesse sia da parte della filosofia femminista della differenza, sia da parte degli studi di genere. De Beauvoir, si interroga sulla femminilità, cercando di scardinare la cultura patriarcale, che ha ridotto la donna a identità sessuale e ad alterità del maschile. La donna, secondo la studiosa, è sempre stata definita ‘altra’ rispetto all’uomo:
La donna si determina e si differenzia in relazione all’uomo, non l’uomo in relazione a lei; è l’inessenziale di fronte all’essenziale. Egli è il Soggetto, l’Assoluto: lei è” l’Altro”.
Nell’excursus iniziale del libro,De Beauvoir analizza la scala animale e osserva come dal basso verso l’alto, dalla specie più primitiva a quella più evoluta, la vita si individualizzi. Conclude a fine capitolo che, dal punto di vista Biologico,nella specie umana, non è possibile stabilire la supremazia di uno dei due sessi, rispetto alla funzione riproduttiva. La produzione e la riproduzione è influenzata però dai diversi momenti economici della storia umana che condizionano i rapporti fra uomini e donne. In veste esistenzialista, De Beauvoir interpreta la passività femminile come causa della subordinazione all’uomo. Fondamentale per superare tale sottomissione, per la Beauvoir, è la capacità di raggiungere l’indipendenza economica e impegnarsi nella lotta politica.
note:
Simone De Beauvoir, il secondo sesso, il saggiatore S.p.A, Milano 2012
